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Fame Nervosa

È risaputo che la fame nervosa sia uno dei principali nemici della linea, perché ci porta a mangiare fuori dai pasti principali, in modo vorace e poco sano. Gli spuntini fuori pasto, il continuo smangiucchiare dettato dalla noia o dallo stress sono alla base del fallimento di molti tentativi di perdere peso. Cerchiamo di capire come nasce la cosiddetta fame nervosa e come combattere questi morsi della fame dettati dal nostro stato psicologico?

Cos'è la fame nervosa?

Gli esperti di alimentazione definiscono Eating emozionale quella che noi normalmente chiamiamo “fame nervosa”. Si riferisce all’abitudine di mangiare in risposta a delle emozioni negative o di stress. La radice per alcuni risale al comportamento infantile: quando l’infante piange, la risposta della madre è quella di nutrirlo, anche se a volte il bisogno per cui il bambino piangeva non era lo stimolo di fame, risposta che può generare una difficoltà nel riconoscere la vera fame dalla semplice risposta allo stress o al bisogno di attenzione.

Questa è una delle possibili ragioni, ma non è l’unica presa in considerazione dagli esperti dei comportamenti alimentari. Le motivazioni che portano a questi raptus di fame sono derivati delle nostre emozioni, che siano rabbia, noia, sensazione di solutudine o di tensione, emozioni a cui rispondiamo con l’atto di mangiare.

Come combatterla?

Bisogna partire da un concetto di base: la fame nervosa, qualsiasi sia la motivazione che la crea, parte dalla nostra mente. La matrice psicologica di questo comportamento, il mangiare non per la sensazione di fame, ma per compensare altre carenze o far fronte a situazioni difficili, è indiscutibile. Bisogna quindi agire d’astuzia, cercando di combattere questa sensazione di fame fittizia, o organizzarsi in modo che non degeneri in numerosi micropasti ultracalorici.

  • Segnarsi i pasti: un modo astuto per tenere sotto controllo gli spuntini da noia o da stress è quello di segnare ciò che si mangia su un’agenda o un quaderno. Questa semplice mossa aiuta a rendersi conto di quante volte andiamo fuori pasto e di come questo impatti sulla nostra forma fisica.
  • Attività fisica: l’attività fisica aiuta su due piani. Il primo è ovviamente quello di riuscire a bruciare meglio i grassi ingeriti fuori pasto, la seconda è quella di rilassare il fisico e la mente, così da essere meno facilmente preda dei raptus da fame nervosa.
  • Migliorare gli spuntini: questo non è un vero e proprio rimedio, poiché non consiste nel superare il problema, ma nel limitarne gli effetti dannosi. I raptus sono infatti spesso soddisfatti con cibi tutt’altro che salutari, quali snack ipercalorici, dolci e via dicendo. Se non si riesce a superare questo bisogno di mangiare fuori pasto, possiamo almeno assicurarci di soddisfare queste voglie con un frutto o con uno yogurt magro, così da renderli degli spuntini integrati in una dieta bilanciata.
  • Prodotti antifame: esistono degli integratori che aiutano a simulare la sensazione di sazietà, così da non aver più bisogno di mangiare fuori pasto per colmare quella "fame" di cui soffriamo. Tra i prodotti più apprezzati per questo scopo ci sono gli integratori di Glucomannano, una fibra estratta dalla radice di Konjac, conosciuta in tutto il Mondo per le sue proprietà antifame. In particolare, ora sta spopolando in UK Proto-Col Slim-Fizz, un integratore effervescente al gustoso sapore di arancia con proprietà gelificanti, che permettono di simulare la sensazione di sazietà e di soffrire i morsi della fame che ci porterebbero a mangiare fuori dai pasti.