Caffè verde: cos’è, i benefici e le controindicazioni

Negli ultimi anni la cura della persona ha preso una piega sempre più green. Quando si tratta di tenere sotto controllo il peso e aiutare l’organismo a restare in forma, si guardano con, giusto, sospetto i trovati chimici preferendo invece agli aiuti offerti dalla natura. Fra alcuni dei più apprezzati super food ultimamente in commercio, il caffè verde riveste ormai, assieme al tè verde, un ruolo da vero e proprio protagonista. Cos’è questa sostanza? Perché ha tanto successo? E, soprattutto, tale fama è giustificata?

Le proprietà del caffè verde

Per poter capire effettivamente cos’è e come agisce, bisogna in primis andare a indagare quali sono le proprietà del caffè verde. Molte persone credono che sia un’altra varietà del più comune caffè nero, mentre in realtà sono la stessa cosa. L’unica differenza è che il caffè verde è il chicco non ancora tostato; proprio per questo è verde, perché il chicco di caffè non processato è, per natura, di colore verde. Mantiene quindi tutte le proprietà della bevanda più amata in Italia ma, non essendo stato sottoposto ancora al processo di tostatura, il chicco del caffè verde ha delle peculiarità che lo distinguono da quello utilizzato per fare l’espresso.

Caffeina a lento rilascio

Proprio come la più nota bevanda, il caffè verde contiene caffeina. La differenza da quello nero consiste nei tempi di assorbimento della caffeina stessa. Col caffè tostato il rilascio è pressocché immediato, si parla di tempi pari a 30 o 40 minuti al massimo, dopodiché ha inizio lo smaltimento a livello renale e quindi l’abbassamento del livello di eccitazione e, in circa 2 ore, il caffè è stato del tutto smaltito dall’organismo. Col caffè non torrefatto la caffeina entra in circolo in maniera più lenta, il che determina non solo una tempistica di assorbimento più lunga ma anche che l’emivita della caffeina stessa sarà più duratura, arrivando addirittura a rilasciare i suoi benefici effetti da un minimo di 3 fino a un massimo di 7 ore. Proprio per questo motivo, il caffè crudo è consigliato a quei soggetti che dimostrano segni di ipersensibilità alla caffeina, ossia quelle persone che se solitamente bevono un espresso presentano sintomi legati alla tachicardia, all’insonnia o anche all’iper-attivazione nervosa.

Antiossidanti a tutta forza

Oltre ai più bassi livelli di caffeina, una proprietà del caffè verde molto apprezzata è la sua carica di antiossidanti. Non essendo stato torrefatto, questo caffè crudo mantiene integri un numero più elevato e una varietà più differenziata di antiossidanti naturalmente presenti nei chicchi di caffè. Fra questi, i più apprezzati sono l’acido clorogenico, l’acido tannico (un polifenolo), l’acido ferulico e l’acido caffeico. La presenza di questi antiossidanti permette al caffè verde di essere un ottimo adiuvante nella lotta contro i radicali liberi e i segni dell’invecchiamento, oltre che a garantire una maggiore lucidità mentale perché previene lo stress ossidativo delle cellule, comprese quelle neuronali.

pH del caffè verde: addio acidità

Altra differenza fondamentale del caffè verde rispetto al caffè nero è che il caffè non tostato è meno acido. Quando il chicco viene tostato il suo pH muta, assumendo un incremento di acidità. La materia prima utilizzata per l’espresso ha infatti un pH pari a 3,5 o anche a 3, mentre il caffè crudo mantiene dei livelli di acidità pari a 5, per cui la sua assunzione risulta essere meno dannosa e fastidiosa per lo stomaco, in quanto la mucosa non viene intaccata dall’acidità tipica del caffè torrefatto.

Un carico di vitamine

Ultimo, ma non per ultimo, ciò che distingue il caffè verde da quello più comunemente usato e largamente conosciuto riguarda il suo contenuto di vitamine e sali minerali. Il chicco crudo contribuisce all’apporto delle vitamine del gruppo B, molto utili per diverse funzioni dell’organismo, fra cui quella di aiutare il corpo ad assorbire al meglio le sostanze nutritive contenute negli alimenti e di contribuire così a un sistema immunitario più forte e resistente, a una pelle più bella e tonica e al corretto funzionamento del sistema nervoso, apportando un generale miglioramento allo stato di salute totale dell’organismo.

Caffè verde, benefici

Perché si dice che il caffè verde faccia dimagrire e sia di aiuto per la perdita di peso? E perché quando si parla di caffè verde per dimagrire, le testimonianze sono discordanti? Per poter capire bene dove si trova il vero e dare una risposta precisa a queste domande, bisogna avere chiaro in mente in che modo il caffè crudo interagisce con l’organismo quando viene assunto. Per far ciò vediamo come le proprietà del caffè verde funzionano all’interno del corpo.

Tessuto adiposo e caffè verde

Fra i principi attivi di questa sostanza, la caffeina è ad assorbimento più lento perché è legata all’acido clorogenico. Quest’ultimo, unendosi alla caffeina, ne prolunga i tempi di assorbimento e le permette di agire più a lungo sui tessuti adiposi così da ridurne il volume degli stessi. Come? Da un lato “recluta” le particelle di grasso e le immette in circolo sotto forma di fonte energetica, quindi lavora come una sorta di brucia grassi; dall’altro lato, invece, la caffeina stimola il sistema nervoso simpatico inducendolo a seguire una serie di azioni specifiche, fra cui quella di mobilizzare i grassi, di aumentare l’afflusso di sangue ai muscoli e di attivare il sistema nervoso. È per questo motivo che la caffeina contenuta nel caffè verde, restando in circolo più a lungo, aiuta anche a mantenere la lucidità mentale per più tempo e permette di restare concentrati ed energici più a lungo.

Controllo del peso e caffè verde

La caffeina del caffè verde aiuta a bruciare i grassi del tessuto adiposo, ma non solo. Essa ha un compito molto importante sull’assimilazione degli zuccheri da parte delle mucose intestinali. Aiuta, infatti, a tenere sotto controllo i livelli di glucosio nel sangue poiché evita che gli zuccheri già lavorati dal fegato vengano reimmessi nella circolazione sanguigna sotto forma di glucosio e, in questo modo, fa evitare i picchi glicemici. Per queste ragioni il caffè verde viene considerato un aiuto naturale anche contro le malattie cardiovascolari o metaboliche, come il diabete.

Come assumere il caffè verde per dimagrire

I benefici apportati dall’assunzione del caffè verde non sono ancora stati provati da studi specificamente condotti su questa sostanza, come sottolineato dall’Autorità europea sulla sicurezza alimentare, ma sono numerose invece le ricerche condotte sulla caffeine e sull’acido clorogenico che ne confermano i loro effetti positivi sul controllo del peso. Resta, però, valida una regola generale quando si tratta di scegliere un prodotto dimagrante naturale: bisogna tener presente che nessuno di essi può far dimagrire se non si ha cura di adottare uno stile di vita sano, fatto da attività fisica e da una dieta equilibrata.

Caffè verde: come assumerlo e dove si compra?

Online e nelle erboristerie si trovano diversi formati e proposte relative al caffè verde. Esso può essere utilizzato per fare delle tisane (quindi lasciando in infusione la polvere o i chicchi non tostati frantumati nell’acqua calda), oppure sotto forma di pratiche capsule. Di solito si consiglia di prendere il caffè crudo al mattino, ma, se si è intenzionati a massimizzare la sua azione di regolatore di glucosio nel sangue, è meglio assumerlo prima dei pasti principali.

Integratori: caffè verde in capsule

Fra gli integratori dimagranti, il caffè verde in capsule sta riscuotendo un crescente successo per via della sua semplicità di utilizzo. Ovviamente, prima di introdurre questo super food nella propria dieta, è bene chiedere il parere del proprio medico curante.

Caffè verde: controindicazioni

Il caffè verde ha controindicazioni precise, l’uso è fortemente sconsigliato ai bambini e alle donne in gravidanza o che allattano, inoltre si raccomanda di non superare le dosi giornaliere raccomandate – pari a circa 480 g/ al giorno. Benché la sicurezza alimentare del caffè verde sia abbastanza elevata, proprio perché è un prodotto naturale, è sempre meglio consultare il proprio medico se si sta seguendo una cura farmacologica o se si soffre di disturbi legati a ipersensibilità alla caffeina.

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